MEMORIAL
CIRO BRACCIANTE

Un evento nazionale di arti marziali che celebra
lo sport e il ricordo di Ciro Bracciante

L’appuntamento più importante ed emozionante è, ancora oggi, il MEMORIAL CIRO BRACCIANTE, una gara che può vantare la presenza di oltre 1000 atleti di ogni ordine, grado ed età, provenienti da ogni parte d’Italia che competono in varie specialità. Si può affermare, senza timore, che questa sia tra le più grandi manifestazioni di arti marziali organizzate in tutta Italia e siamo certi che, anche grazie a questo, il nome di Ciro rimarrà sempre vivo nei cuori di tutti gli sportivi Salernitani e in particolare di chi l’ha conosciuto ed amato.

La Federazione FIJLKAM ha consegnato al G.S.K. per sette anni consecutivi, il riconoscimento del settore Karate
al Memorial “Ciro Bracciante” inserendolo quale evento sportivo
fra le proprie iniziative agonistiche del calendario ufficiale.

La storia del Memorial

“Come accade nei momenti più dolorosi, quando ti trovi davanti all’irreparabile, faresti di tutto per alleviare la sofferenza. Ti senti colpevole, anche se non sai bene di cosa. È come precipitare in un vuoto, come perdere qualcosa di unico, di insostituibile. Perdere il sangue del tuo sangue. Perdere l’anima.
Questo è esattamente ciò che ho provato quando mio fratello Ciro ci ha lasciati. Un destino crudele ha voluto che salisse in cielo a fare karate tra gli angeli in kimono.
Era il 16 dicembre 1990. Una data che per me resta vivida come fosse ieri. Ricordo tutto. Mi basta chiudere gli occhi per rivedere ogni dettaglio.
Ciro era amato da tutti. A dimostrazione di ciò, i suoi amici – a mia insaputa – organizzarono, nel giugno del 1991, una gara in suo onore: la prima edizione del Memorial Ciro Bracciante.
Dal secondo anno in poi, mi sono impegnato personalmente affinché questo evento continuasse a vivere. Perché, attraverso di esso, continuava a vivere anche Ciro. Fin da subito, ho voluto che questa gara avesse un’anima. Che non fosse solo una competizione sportiva, ma una festa vera e propria. Una festa dedicata a un ragazzo che non c’è più, ma che doveva essere ricordato con il sorriso. Quel sorriso che lo contraddistingueva, insieme ai suoi indimenticabili occhi verde smeraldo.”

“Le edizioni si sono susseguite così velocemente che quasi non me ne rendevo conto. Da gara regionale siamo passati a una manifestazione interregionale, poi al Trofeo Nazionale Libertas e, successivamente, al Trofeo Nazionale C.S.I. La vera svolta è arrivata con il riconoscimento ufficiale della FIJLKAM, che ha autorizzato il Memorial come Trofeo Nazionale. È stato l’unico Memorial riconosciuto dalla federazione, e negli ultimi tre anni è stato inserito anche nel calendario ufficiale delle competizioni federali.
In questi anni ho visto crescere due generazioni di karateka: bambini che oggi sono diventati tecnici affermati, anche a livello internazionale. Ho visto sorrisi, ricevuto abbracci, stretto mani. E tutto questo grazie a mio fratello. Grazie a Ciro.
Il Memorial è nato nella tensostruttura di Salerno, in via S. Allende. Poi ci siamo spostati nella palestra Palumbo della caserma Cavalleggeri Guide. Per due anni abbiamo utilizzato il palazzetto di Pontecagnano, e ormai da tre anni siamo ospitati nella splendida cornice del Palasele di Eboli. Una scelta resa necessaria dai numeri sempre più importanti: basti pensare che, nella 26ª edizione del 2016, in un solo giorno abbiamo accolto oltre 15.000 persone, tra atleti e accompagnatori.
Ogni anno cerchiamo di migliorare, di offrire qualcosa in più, di rendere ogni edizione la più bella di sempre.”

Ciò che più conta è che tutti, davvero tutti, sentano questo Memorial come qualcosa di proprio. Che diventi la festa del karate, capace di unire, di creare legami, soprattutto tra i più piccoli. E che un giorno possano ricordare di essersi conosciuti proprio grazie a quel ragazzo dagli occhi verde smeraldo.

Grazie a Ciro.

Lettera a mio fratello

Storia di
un karateka
che continua
a vivere nel tempo

Questo piccolo volume, nell’intento dei coautori, vuole essere, una dedica ed un ricordo, ad un karateka e alla sua memoria. L’organizzazione, ormai ventennale di questo evento sportivo, ogni anno prosegue il suo percorso e si ingrandisce con innovazioni, progettualità e consensi.
Tutto questo, è racchiuso nel racconto fotografico di questo lavoro, perseguito con costanza e dedizione negli anni, dove alle parole,
si sostituiscono immagini, antichi ricordi e sensazioni.

Era di dicembre del 1980 e proprio io, tuo maestro, ti esaminavo per la cintura gialla, il tuo primo esame: avevi solo sette anni, eri un bambino come tutti gli altri, volenteroso, attento, intelligente e soprattutto sacrificavi molte ore della tua giornata alla pratica del karate tralasciando il gioco e qualche altro interesse che poteva avere un bambino della tua età. Il tuo attaccamento al karate con l’andare del tempo ti premiava sempre di più, infatti ogni esame che sostenevi era sempre un successo.

Ricordo che per oltre sette anni, puntualmente, ci recavamo assieme a Bellizzi in palestra ad allenarci, stavi sempre in prima fila attentissimo, durante le lezioni mi dicevi molto spesso che eri mio fratello, non volevi farmi fare brutta figura e volevi dimostrare a tutti che se superavi gli esami era dovuto solo al tuo impegno e alla tua bravura. Eri la mia gioia anche se io non te l’ ho fatto mai capire, ero orgoglioso di te. Ricordo l’apertura della palestra a Mariconda nel 1986, eri diventato un ottimo atleta e mi accorsi che eri ormai giovanotto, mi aiutavi molto nello svolgimento delle lezioni. Iniziavamo alle cinque del pomeriggio e finivamo alle dieci di sera, creammo un bel gruppo di ragazzi e ragazze, l’armonia e l’amore regnavano in palestra a tal punto che l’anno successivo ti chiesi se volevi occupartene tu della palestra di Mariconda.

Di quel gruppo che tu hai allenato ce ne sono ancora molti che hanno continuato la pratica del karate e anche se oggi sono io ad allenarli sei sempre tu il loro maestro, sei stato capace di lasciare in loro come in tanti altri il tuo sorriso, la tua amicizia, il tuo amore, la tua disponibilità verso il prossimo ma l’insegnamento più importante che hai saputo trasmettere è l’umiltà.

Ora sono io a superare i momenti di vuoto senza di te, sei riuscito a diventare il mio maestro, tutti i giorni devo superare gli esami del tuo ricordo incancellabile.

Sei riuscito a rimanere presente nei cuori e nella mente di tutti noi; spero solo che ci riabbracceremo e ti prego guida dal cielo tutti i ragazzi, come facevi quando eri con noi.

Non voglio più disturbare i tuoi angioletti, perché sono sicuro che anche in cielo hai una palestra.

Ti voglio bene Ciro

Tuo fratello Antonio